Pimpulu Pampulu Parimpampum!

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sabato, settembre 03, 2011

Il nostro primo spettacolo

Una summer school di economia chiede alla nostra scuola una performance come spettacolo finale dei propri corsi.
Nasce così il nostro primo spettacolo al di fuori del contesto scuola/saggio/festival.
Ostuni, la città bianca, ci fa da scenario.
Calmi e rilassati partiamo da Lecce alle 19 (o almeno quello era il piano,) così, arrivatilì, avremmo mangiato tutti insieme. Cena offerta, si diceva, tanto che ero piacevolmente colpito dalla condotta della cooperativa.
Cazzo, ci stanno offrendo la pizza, punti a favore, insomma. La strada scorre veloce nel rumore attutito del traffico.
Arrivati ad Ostuni ci aspetta una macchina che ci fa strada fino alla meta finale. Attraversiamo un cancello ed entrati in un parcheggio, piccolo ed alberato, abbandoniamo le auto.
Il tizio dell'auto che ci guidava, dopo aver parcheggiato, scende e ci fa i convenevoli. Ha una croce al collo grande quando un pacco di Malboro da 20 ed una parlata da demente. Bah...
Tra le fronde degli alberi, in un cielo virato verso il tramondo che ha il sapore d'inverno, svetta una croce sotto la quale, come un lampadario è attaccato al soffitto, era presente una chiesa.

IL
NOSTRO
SPETTACOLO
E'
IN
UN
CONVENTO!

Fatte le bestemmie del caso, parte il caos globale.
Siamo in un convento, cazzo, ci sono le suore con i loro vestiti neri e i baffi dello stesso colore, i tizi della summer school hanno tutti dai 30 ai 40 anni ed oltre.
E sono chiesaroli.
Niente riferimenti sessuali, niente doppi sensi, niente bestemmie, niente improvvisazioni a sfondo blasfemo...
NIENTE!
NIENTEEEE!

Ok. Pausa. Relax.
Insomma, io non servivo affatto.
Avrei voluto aspettare in macchina fino alla fine della serata.
Non potevo.
Fatte le foto di rito, su un paesaggio da stampa, e rievocata la pietà con me come morente e Viviana come Maria, siamo pronti a far la faccia di bronzo.

Si scopre che la cena offerta non era offerta da chi pensavamo noi, ma dal convento.
Un ateo che mangia, ad ufo, in un convento, sentendosi anche ringraziare.
WIN!
Il totocena rende papabili 2 pietanze.
Brodino o Tortellini con la panna.
Mentre siamo fuori, nello spiazzo sulla sinistra della facciata con tanto di rosone, si ride e si scherza su cose di chiesa, tanto per esorcizzare il blocco mentale che, come succede da millenni, la chiesa esercita.
Ad un tratto Yoda!
Un essere alto circa 50cm vestito di blu, fa capolino dalla porta e, dopo un rapido sguardo con Eleonora, la stessa, dopo aver visto la mia espressione contrita, mi ordina "Vai via!" ma io ero già per strada... mi andavo a rifugiare nel parcheggio buio.
Esseri maggici permeavano la struttura.

Come cazzo fai a non farti prendere dalla ridarella isterica?!

Scocca l'ora, ci invitano dentro per mangiare.
Faccia di bronzo indossata e... evvitata!
Entriamo in un salone non troppo grande dove c'erano una ventina di tavoli fdisposti in fila vicino le pareti di destra e sinistra.
Ci fanno il primo applauso, tanto per mantenere alto il livello di vergogna.
Ci accomodiamo su due tavoli paralleli, io sulla sinistra (con in senso orario: Eleonora, vuoto, Facio, io, Alessandra, Viviana) e gli altri sulla destra (Gianpiero, Roberto-zito-di, Valentina, vuoto, Marcella-con-Alen-nella-panza, Barbara).
Sul muro sulla nostra sinistra, un quadro riporta le parole del supereroe crociato.
Svetta, tra tutte, la parola esCort.
Risate.
Arriva la cena.
Tortellini, prosciutto e passa. Pochi ma buoni, non c'è che dire, sono maestre nel peccato di gola.
Partono i brincisi e parte l'assaggio del vino.
I conventi hanno sempre il vinello migliore: vecchie 'mbriacone!
Tra un brindisi per noi e ed uno per loro, travolgo un po' tutti nel vortice del vino e ce ne scoliamo circa metà bottiglia che, non è nulla, ma comunque da la carica.
L'affettato per secondo da il giusto salato da affogare nel vinello leggero.
Poi dico basta.
Meglio prevenire che ubriacarsi.
Esco fuori, la sbatta è ancora presente ma, con la panza piena, si ragiona meglio, quindi esploro i dintorni dello stabile, poi torno e cominciamo il riscaldamento di rito, facciamo il merda versione Andy (che poi è la versione che conoscevo anche io) e si va, sicuri e fermi verso il pubblico.

Lo spettacolo più bello, appagante, divertente, emozionante che abbiamo mai fatto!

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