venerdì, settembre 23, 2011
Notte dei Ricercatori 011
Performance alla "Notte dei Ricercatori" all'ex monastero degli Olivetani (ormai i conventi sono il nostro pane quotidiano), ormai facente parte dell'università leccese.
Il nostro spettacolo era di apertura dell'Imprò dei professionisti (Ceccovecchi, Cassoni, Cantelmo, Storti, Rosa, Losacco).
Abbiamo fatto circa un quarto d'ora di game (oggetti, parole al volo, toast, favola in tempi brevi).
Ho fatto uno dei re magi, portavo l'incenso, avrei voluto chiamarmi Vincenzo, ma non mi è venuto in mente.
Ho fatto pinocchio senza giunture, con la voglia di fare il ballerina e con l'idea di andare ad Amici, tra gli altri pezzi di legno.
Ho fatto quello per cui sono stato addestrato: il pirla.
C'era un sacco di gente, ma non avevo paura o, almeno, meno delle altre volte.
Forse, alla fine, tre spettacoli in un mese aiutano tanto.
Ci hanno detto che siamo migliorati un sacco e, tenetevi forte, forse è vero.
Un tizio, mentre ero intento a guardare lo spettacolo dei professionisti, mi bussa sul braccio e mi fa:
"Io ti conosco, dove t'ho già visto?"
Lo guardo.
"Ero la sopra" rispondo.
"L'avevo detto io!" ride.
Io mi sto impegnando, come ho detto questa sera ad Ale, sto bruciando la candela da entrambi i lati, un po' per desiderio di rivalsa, un po' perché non voglio perdere il gruppo finendo declassato al secondo anno.
In qualcosa sarò bravo, no?
Anche se mi fanno i complimenti, i miei amici, gli estranei, ma anche alcuni professori (che ringrazio davvero con la vergogna nel cuore), io voglio saperlo, voglio sentirlo, voglio esserlo.
Tra attore improvvisato e improvvisAttore c'è un sacco di strada.
Voglio percorrerla per vedere se arrivo alla fine.
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